Valencia: Paella, Mercato, Tapas, Horciata, Churros, Mare…


Eccomi, son tornata;
Breve e disordinata presentazione di Valencia:
3° città spagnola, è un porto, di trova a circa 400km da Barcellona verso Alicante, quest’estate ha ospitato l’American‘s Cup, ha un clima di tipo mediterraneo – credo che i Valenciani non sappiano cosa sia l’inverno, il 3 di gennaio c’erano 17 gradi; è ricca di frutta e verdura buona tipo il nostro sud Italia (invidia!), per esempio lungo l’autostrada costiera da Tarragona a Valencia è tutto un aranceto..tantissimi alberi d’arancia, limoni, e tanti alberi in centro città, nelle aiuole, stracarichi di clementine selvatiche.
Impressione generale: non mi ha fatto impazzire come città, forse d’estate o in primavera avanzata quando si può fare un po’ di vita di mare dev‘essere tutt‘altra cosa, per il resto l’ho sentita un po’ troppo caotica e disordinata, un cantiere continuo… inoltre, ma come anche le altre città spagnole, i cani non vengono accettati da *quasi* nessuna parte, quindi noi che viaggiamo con la nostra piccola-moglie-dell’aiutante-di-babbo-natale ci siamo trovati un po’ male,
vabbè, cmq, le cose belle sono state:

La Ciutat de les Arts y les Ciències e dell’Oceanographic (foto qui sopra) non potevo non andarci, sono il simbolo di Valencia, ed infetti sono delle costruzioni spettacolari, per quanto io non ami molto tutte le opere di Calatrava, ma questa è un’altra storia e non è la sede giusta per farci polemica.
Ripeto, molto spettacolari, anche se il Palau (il teatro) mi ha fatto un’impressione un po’ freddina..

L’horchata de chufa, famosa bevanda valenciana ricavata dal tubero di una pianta parente del papiro. L’aspetto è quello di un latte, appena appena tendente al nocciola, profuma e ha un sapore che a mio parare ricorda il latte di mandorla, pur restando un qualcosa molto a , insomma mi è piaciuta.
Insieme all’orciata ho ordinato dei Churros, dei bastoncini soffici, fritti, vengono serviti caldi con zucchero semolato, ecco questi sono buonissimi solo se mangiati appena fatti; infatti presi da un’altra parte, ormai freddi erano immangiabili.
Io l’ho assaggiata in quella che secondo le guide è una delle più antiche orciatere, l’ Horciateria El Siglo, situata proprio attigua alla piazza della Regina;

La Paella, eh, impossibile non parlare della Paella, la versione “valenciana” prevede carne di pollo e legumi, ma chissà per quale motivo non mi ispirava, invece mi sono innamorata della paella nera, con seppie e nero di seppia, faantasticaa.
Indirizzo consigliato:
Restaurante Racò del Turiaciscar.10 – Valencia
locale tranquillo, vini buono, sangria ottima pure quella, il personale è stato molto gentile e ci hanno fatto entrare con i cani!


Il mercato coperto di Valencia. E io qui mi volevo perdere, è un paradiso, praticamente ho riempito il carrello che mi ero portata dietro, ho comprato grandi quantità di riso, zafferano, 4 tipi di pimenton, carciofini, fave fresche, fave secche verdi, fave bianche per la paella (?mai viste?), arachidi freschi, bananine delle canarie..frutta varia; ma avrei comprato il mondo, i prezzi erano veramente bassi ed il pesce poi era bellissimo, tranci di tonno, gamberoni rossi, queste cape longhe poi…uhm, e che in hotel non mi avrebbero lasciato cucinare, sennò..


Queste sono tra le mie tapas preferite, pulpo y patatas bravas (e cervesa!) praticamente è polpo bollito, tagliato a fettine, condito con poco olio ed un pizzico di pimenton; mentre le patatas bravas, sono patate piccanti lessate e poi fritte, accompagnate con salsa aioli

uno piccolo scorcio tra il molo di Lunarossa e Cisco

e questa poi, si vedono i surfisti?
le onde erano uno spettacolo, peccato che non ci fossero temperature umane per fare il bagno, ho guardato questo mare con vero desiderio, devo essere stata una papera in una vita passata, perché quando vedo l’acqua mi ci butterei subito.