Crème brûlée alla lavanda – Provenza II° parte


Dopo una vacanza come si deve in Provenza, la ricetta con la lavanda ci sta tutta.
Visto che ci siamo, condisco il tutto con qualche foto e qualche indirizzo di Aix En Provance…dovesse mai essere utile.

Ingredienti:
8 tuorli
100 gr di zucchero
500 ml di panna fresca
un pizzico di vaniglia (rapunzel, di sicuro :-) ) o i semini estratti dalla stecca
zucchero per caramellizzare alla lavanda:
basta lasciare per qualche settimana il barattolino dello zucchero chiuso con qualche fiore secco di lavanda, poi togliere i fiori e lo zucchero profumato è pronto!

Procedimento:
Preriscaldare il forno a 150°;
Sbattere i tuorli -meglio se sono a temperatura ambiente- con lo zucchero finché diverranno bianchi e spumosi,
aggiungere la panna e la vaniglia, mescolando senza inglobare aria nel composto (non sbattere!) eventualmente schiumare le eventuali bollicine che si formeranno in superficie;
questa operazione è molto importante, altrimenti durante la cottura in forno la parte con le bollicine verrà in superficie e si separerà dalla crema, acquisendo un sapore decisamente frittatoso.
Trasferire la crema ben liscia nelle coppettine individuali, io ne ho utilizzate 8, precedentemente immerse in una teglia con acqua – 2 dita – per la cottura a bagno maria;
Infornare per 1 oretta circa, finché ai lati la crema si sarà solidificata, ma al centro dovrà restare morbida;
Togliere dal forno e far raffreddare nella teglia con l’acqua, quindi riporre in frigorifero per almeno 2 ore.
Al momento di portare in tavola, spolverizzare con lo zucchero alla lavanda la superficie, 1 o 2 cucchiai, e bruciare velocemente con il cannello o se ce l’avete usare il ferro apposito (io ho comprato il cannello e mi trovo bene, lo uso anche per la catalana).
Servire subito.

Pollo al Rabarbaro – Provenza I° parte


Ehm…mi sento un po’ in colpa nei confronti di chi è passato di qua negli ultimi 2 mesi, e ha trovato sempre i soliti biscotti; un amico mi ha chiesto se sto mangiando solo canestrelli da un mese e 1/2 a sta parte!
Come iniziare, ecco, giugno è stato un “boito” come dicono a Venezia, un po’ di vacanze al mare, ospiti Monachesi, ancora un po’ di mare, inizio a correre al parco, tanto sonno, sfamo due piccolini di merlo trovati in giardino (ora sono grandi, bellissimi, svolazzano sugli alberi con il loro papà, peccato non averne una foto :-( )
Luglio vacanze in Provenza (ma guarda), niente campi di lavanda, ma tanto bordeax, creme brulé, tartare e musica.
Rientro con nostalgia canaglia, Aix en Provance, Arlé, Avignone mi sono entrate nella testa (e nello stomaco :-D ) e non riesco a pensare ad altro;
cerco di consolarmi con lo shopping fatto, ancora bordeaux, chateau, “Coulissons” i dolcetti di Aix, formaggi puzzoni mangiati con miele di rosmarino e ella lavanda, un po’ di champagne, qualche macaron, abbondante creme brulé alla lavanda ed ancora champagne;
Devo dire pancia piena mi sento un po’ meglio.
Allora penso al rabarbaro, ne ho comprati 2 kg, ecchecavolo qui non si trova, e ad Aix per compralo mi son svegliata alle 7, sono andata in pellegrinaggio al mercato implorando Rhubarbe.. ; insomma, per mesi avevo fatto la lista della spesa da fare in vacanza, il rabarbaro era in cima, non potevo tornarmene a casa senza.

L’idea inizale era di preparare il coniglio al rabarbaro, solo che mi mancava il coniglio, quindi, ho optato per il pollo, giovane e ruspante.

ecco la ricetta:

Ingredienti
1 pollo
1/2 kg di rabarbaro (la qualità con il gambo rosso è migliore)
vino bianco secco 1 bicchiere circa
1 cucchiaino di zucchero
1-2 spicchi di aglio
sale, olio extra vergine q.b.

Procedimento
Nella padella versate qualche cucchiaio d’olio e gli spicchi d’aglio, far colorare leggermente l’aglio e poi toglierlo, quindi far rosolare i pezzi di pollo finché saranno dorati da tutti i lati,
sfumare con il vino; aggiungere il rabarbaro a pezzi (predentemenre lavato e mondato, va sfilettato tipo il sedano), il sale, lo zucchero e se volete un po’ di pepe.
Cuocere senza coperchio a fuoco medio-basso finché la carne sarà ben colorata e tenera (circa 1 oretta), e l’acqua del rabarbaro si sarà asciugata.
Ah, noi l’abbiamo mangiato anche freddo, buonissimo -