Gli Auguri e la mia cucina il giorno di Natale


Eccomi! dopo la mia solita latitanza non potevo non fare capolino il giorno di Natale, non me lo sarei mai perdonato…quindi faccio tanti cari auguri a tutti, soprattuto a chi è passato di qui e mi ha lasciato gli auguri, grazie di cuore, mi avete fatto una bella sorpresa!!!
Sono le 23.46 del 25 dicembre, finalmente è finita, la lavastoviglie sta facendo il 3° giro, oggi eravamo un discreto numero di persone, non ho fatto tutto io, il menù è stato all’insegna della tradizione (di famiglia!) e dei prodotti locali.
Quindi, a parte i quasi 2 kg di pane sfogliato o “PAN DE HOJALDRE” delle sorelle Simili che ho fatto stamattina,

(nota: questo pane è sempre un successone, la ricetta l’ho trovata su coquinaria ed è facile da realizzare, richiede solo un po’ di tempo per le lievitazioni, ma risultato spettacolare assicurato, ed è buonissimo anche il giorno dopo!)

quindi per iniziare, pane al burro con fettine di muscoletto di prosciutto di S.Daniele,

fette di polenta con Pitina – specialità delle “mie” montagne, cioè della Val Tramontina, è una specie di polpetta rotolata nella farina da polenta, affumicata con legno di faggio e ginepro per essere poi stagionata, composta da carini carni bovine, caprine, ovine o selvaggina ed insaporita con sale, pepe ed erbe aromatiche della zona;

Primo raviolini (fatti dalla zia) ripieni di magro conditi dal ragù (fatto dalla suocera)
Secondi: cappone lesso con mostarda, brovada (fatta da mia mamma), muset e purè

lo so, la foto non è bella, ma bisogna esser proprio bravi per far sembrare belle delle fettine di musetto con la brovada (argh!);
Dolce? Il pandoro Biffi di Milano (io ne vado pazza) e la Gubana di Cividale.
..e qualche tartufino preparato da me.

Ops, mi son scordata le ricette, meno male che qualcuno me l’ha fatto notare:

Pane Sfogliato o Pan de Hojaldre:

tempi: 1 ora 1/2 lievitazione per il lievitino
2 ore per i filoni
1/2 di lavorazione
35 min cottura

Per il lievitino:
100gr di farina 00 (io ho provato anche con 70gr di manitoba e 30 gr di 00, lievita mooolto di più, ed è meno “duro” ma lo stesso croccante)
60gr d’acqua
4gr di lievito di birra
Impastare e far lievitare fino al raddoppio (ca. 1 ora e mezza).

500gr farina 00
250gr d’acqua
30gr + 30gr olio extra-vergine d’oliva (30 per ogni filone)
20gr di lievito di birra
10gr di sale
1 cucchiaio di olio

Procedimento:
Fare la fontana, versare l’acqua, fondere il lievito di birra, unire il lievitino e amalgamare, unire un poco di farina e un cucchiaio di olio. Finire l’impasto senza lavorarlo in eccesso. Dividere l’impasto a metà e fare due filoni, coprirli e lasciarli riposare sul tavolo per 15-20 minuti. Prendere il singolo filone e spianarlo molto sottile fino ad avere un rettangolo (30 x 60 cm), ungere la superficie con metà dei 30 gr. d’olio (con il palmo delle mani), piegare in quattro la sfoglia, battere con mattarello (lasciare riposare 15 min circa per rilassare il glutine) e spianare nuovamente formando nuovamente un’altro rettangolo di circa cm. 30x 60, ungere di nuovo con i restanti 15 gr. d’olio e arrotolare la pasta partendo dal lato corto (io qui taglio a metà il filone per avere 2 panini distinti, quindi alla fine ne avrete 4). Disporre i 4 pani su due teglie. Con una lametta tagliarli per il lungo molto profondamente lasciando al centro circa cm. 3 di spazio intero e senza tagliare le chiocciole ai lati, spennellare con pochissimo olio, coprire e lievitare al raddoppio per circa 45-60 minuti (io ho lasciato lievitare anche per 1 ora e 20 min). In forno a 200° per 30-35 minuti.

Tartufini al cioccolato e pistacchio

ingredienti:
150gr di cioccolato fondente al 70%
100ml di panna fresca
un cucchiaino di burro
2-3 cucchiai di pistacchi verdi sgusciati tritati (non salati)
– si possono sostituire con altri ingredienti di vs gusto, tipo nocciole, mandorle, noci, cacao, polvere d’arancia, matcha….

procedimento per la ganache:
tritare il cioccolato; versare la panna in pentolino con il burro e portare a bollore, quindi unire il cioccolato tritato, spegnere il fuoco e mescolare bene finché si sarà sciolto; quando il composto sarà freddo riporre in frigo a rassodare per qualche ora o meglio per una notte.

Riprendere la ganache, ricavare delle palline e farle rotolare nei pistacchi tritati, riporre in frigo fino al momento di servirli.

Tartufini al cioccolato bianco

ingredienti:
150gr di cioccolato bianco (quello più buono, possibilmente poco zuccherato)
100ml di panna fresca
un cucchiaino di burro
1-2 cucchiai di farina di mandorle
mandorle pelate q.b.
per la copertura farina di mandorle o cocco grattugiato

procedimento:
portare a bollore la panna ed il burro, quindi farci sciogliere il cioccolato bianco tritato, far raffreddare, se il composto risultasse troppo liquido, aggiungere farina di mandorle quanto basta; riporre in frigo per qualche ora, quindi prelevare dal composto una quantità giusta per fare un noce, inserire al centro la mandorla pelata, chiudere bene e far rotolare nella farina di mandorle o nel cocco – ma anche nel cioccolato grattugiato se li volete scuri fuori e bianchi dentro.
riporre in frigo fino al momento di servirli.

Auguro belle e fortunate giornate a tutti, anche a chi non festeggia, qui tra poco si parte per la Spagna – Barcellona, Valencia.. cari auguri a tutti.

Menù all’arancia: risotto, coniglio, aspic-spuma

Trovo molto carina l’idea di creare dei piatti seguendo un tema, l’ho già fatto con la zucca per esempio, ed ora l’ho rifatto con l’arancia;
devo ammettere che l’esperimento – perché questo era, visto che non avevo mai cucinato prima questi piatti e che sono frutto di qualche -intuizione- o rimuginatura da lungo tempo, è riuscito visto che è già stato replicato 2 volte in 4 giorni senza resti nel frigo.
Tra l’altro, vorrei fare delle dediche (‘ossignur, oggi sono proprio in vena, sarà che mi son bevuta un bicchiere di Refosco e poi un’altro di Verduzzo e son solo le 2 del pomeriggio…)
sì sì delle dediche come si fa con una canzone o con un libro, e dedicare questi piatti a delle persone…innanzitutto dedico il risotto all’arancio alla Paola, primo perché è il suo compleanno, secondo perché forse mi ha fatto il più bel complimento da quando ho quest blog, cioè mi ha detto che per lei è come una droga..non riesce a staccarsi..
poi il coniglio all’arancia lo dedico ad E. e a D., che ne hanno mangiato non so quante porzioni a dir il vero, e non potevano farmi più felice;
la terza dedica, beh so io per chi è, basta perché sennò divento mielosa!
Ok, ora la smetto di scrivere e passo alle cose importanti, le ricette:

Risotto all’arancia
Ingredienti:
(dosi per 4 persone circa)
Riso vialone nano, una manciata di riso a persona
la rapatura ed il succo di un’arancia
whisky per sfumare (o vino bianco)
olio d’oliva extra vergine q.b.
burro
parmigiano grattugiato
un porro di media grandezza
pepe
sale
acqua

Preparazione:
Soffriggere il porro tagliato a rondelle sottili in poco olio, quindi aggiungere la raschiatura della buccia (io ho usato il riga limoni per avere le buccette più belle) ed il riso, tostare il riso e sfumare con un bicchierino ino ino di whisky o di vino bianco, abbassare la fiamma ed aggiungere la spremuta d’arancia ed acqua calda salata q.b. (a mio avviso qui il brodo vegetale non ci sta), cuocere il risotto e alla fine mantecare con poco burro e qualche cucchiaio di parmigiano, distribuire nei piatti e spolverizzare con il pepe nero macinato al momento e qualche righetta di buccia d’arancio, aspettare una attimo e servire -a mio parere il risotto ne guadagna se lo si lascia fermo un attimino-.

Coniglio all’arancia
ingredienti(con queste dosi si fa una cena per 8):
1 coniglio da 1,5 kg circa, già pulito tagliato a pezzi
il fegato del coniglio
olio d’oliva extra vergine q.b.
buccia e succo di 2 arance
buccia e succo di 1/ limone
capperi sotto sale una manciata
due spicchi d’alio incamiciati (non togliere la buccia)
3 foglie di salvia
una manciata di farina
sale
pepe

Preparazione:
Scolare i capperi lavandoli bene ben dal sale,
scaldare l’olio in una pentola capiente e metterci i due spicchi d’alio con la buccia , le foglioline di salvia;
nel frattempo preparate un trito di capperi e delle scorzette d’arancio e limone (usare il pelapatate per le scorzette);
quando l’olio sarà ben caldo, disporre i pezzi di coniglio precedentemente infarinati ed il fegato intero e far dorare a fuoco alto da tutti i lati;
gettare sul coniglio il trito di capperi + bucce d’agrumi, versarci il succo di limone e d’arancio e il bicchiere di vino, girare bene il tutto, abbassare la fiamma e far cuocere incoperchiato a fuoco basso nel fornello medio per circa 1 ora e mezza..cmq finché la carne sarà tenera.
Il coniglio di solito qui si serve con la polenta, ma non ce la vedevo con gli agrumi, quindi ho fatto il pane, in questo caso il pane è il pane in cassetta ricetta di Sandra UTDZ – si intravede nello sfondo della foto-


Questa ricetta non è un mio frutto, ma è una ricetta datami da una zia, che a sua volta l’ha ricevuta da una signora brasiliana molti anni fa durante un viaggio in Brasile.

Aspic o Spuma all’arancia
ingredienti(con queste dosi si fa uno stampo da budino da 20 cm):
750 ml di spremuta d’arancia
raschiatura di buccia
4 uova
20 gr di colla di pesce in fogli (ho provato a farlo anche con l’agar agar, ma non è venuto 🙁 )
3 cucchiai di fruttosio o zucchero q.b.
1/ limone

Spremere le arance ed il 1/2 limone, oppure, come ho fatto io centrifugarle mettendo anche la buccia di 2 arancie (così viene un gusto tipo arancia amara), scaldare per un 1 minuto sul fuoco basso la spremuta insieme al fruttosio facendolo sciogliere;
ammollare la gelatina in acqua fredda, ed incorporarla un foglio alla volta, ben strizzato e mescolando bene alla spremuta calda.
Lascia raffreddare a temperatura ambiente (deve essere freddo, ma non di frigo sennò si sarà gelatificato troppo), quindi aggiungere i tuorli sbattuti ed infine le chiare montate a neve ferma con delicatezza, il risultato dovrà essere una massa spumosissima e ben amalgamata, distribuire negli stampini monodose o sullo stampo da budino unico, e far raffreddare per almeno 5 ore in frigo.
Servire con qualche rigatura di buccia, se lo volete più goloso, con spicchi di arance caramelleate o buccia caramellata o ancora sciroppo d’arancio.

Devo dire che quest dolce mi ha stupito, non conoscevo gli aspic (è come la bavarese, ma non prevede la base di crema inglese e la panna, ed spumoso come una mousse grazie all’aggiunta dei bianchi montati a neve) così leggero e con il sapore amaro/dolce dell’arancia a fine pasto ti dà una sensazione di leggerezza e di freschezza;
non vedo l’ora di rifarlo con altra frutta, magari con il pompelmo rosa.