Gnocchi di zucca

Le ricette a base di zucca sono una mia mania.
La zucca mi piace un sacco, per giunta è saziante, poco calorica, colorata (anche l’occhio ha la sua parte!).
Quindi, prima che anche le ultime zucche spariscano, (cavoli, altro che inverno, qua ci sono 16 ° oggi!) faccio i gnocchi di zucca:

Premessa sugli ingredienti: è indispensabile che si usino zucche dalla polpa soda ed asciutta, io uso le mantovane con la buccia verde-grigia – altrimenti bisognerebbe aggiungere troppa farina per addensare la pasta con il risultato di mangiare gnocchi di farina con retrogusto di zucca.
Sempre per lo stesso motivo la zucca va cotta al forno, per farla asciugare il più possibile.
In certe ricette si utilizzano le patate, tipo metà patate e metà zucca..beh, io trovo che il loro gusto e la consistenza tipica tendano a prevalere troppo sulla zucca, quindi per asciugare e rassodare il composto io uso la ricotta; ricotta anche lei dev‘essere ben asciutta, eventualmente va fatta asciugare e scolare (scolapasta o chiusa in una garza appesa).
Purtroppo le dosi sono ad occhio, io faccio una prova cuocendo pochi gnocchi, e poi aggiusto di farina se è necessario.

ingredienti per 6 persone:
una zucca da 1,5 kg
200-230 gr di ricotta asciutta
4-5 cucchiai di farina
2 uova
2 cucchiai di pan grattato
1 cucchiaino di sale

per il condimento:
burro q.b.,
qualche fogliolina di salvia
semini di papavero
ricotta affumicata per grattuggiare

Procedimento:
tagliare la zucca a pezzi, privarla dei semi, e cuocerla in forno statico a 180° finché non risulterà tenera, circa 1/2 ora (prova forchetta); lasciar intepidire, poi togliere la buccia e schiacciare la polpa nel passapatate.
Unire alla polpa di zucca la ricotta ben scolata, il pan grattato, le uova e il sale ed infine la farina per raggiungere la consistenza giusta, ma sempre morbida.
Portare ad ebollizione l’acqua, se avete due pentole grandi usatele tutte e due, perché questi gnocchi intorbidiscono molto l’acqua, quindi dopo un po’ l’acqua sarà troppo pasticciata di zucca e si incollaranno tra di loro…quindi meglio preparasi con un’altra pentola con l’acqua pronta.
Accendere il forno a 150° e preparare una pirofila da forno imburrata .
Sciogliere un po’ di burro in un tegamino con qualche fogliolina di salvia.
Quando l’acqua bolle, “scucchiaiare” con due cucchiai o due cucchiaini gli gnocchi tuffandoli direttamente nel’acqua, poi con una schiumarola raccogliere gli gnocchi quando verranno in superficie, disporli nella pirofila, e via così fino a fare il primo strato, versarci sopra un po’ di burro fuso ed infornare, intanto cuocere gli altri gnocchi, prepararli su un piatto e poi aggiungerli al primo strato, e continuare così fino ad esaurimento (non fare più di 3 strati di gnocchi).
alla fine lasciare la pirofila altri 5 min in forno, poi spolverare con i semini di papavero e servire, accompagnando con la ricotta affumicata grattugiata.
Zucca, notizie dalla rete:
– circa 17 calorie per 100 grammi;
– ricca di potassio, calcio, fosforo, e magnesio, ha un’azione antiossidante; inibitrice dei radicali liberi, combatte l’invecchiamento precoce;
– ricca di vitamina A e C: possiede proprietà digestive, rinfrescanti, lassative e diuretiche;
– la zucca intera può essere conservata per mesi in un luogo buio, fresco e asciutto.

Frittelle allo zabaione (anche dette: bignè fritti, gonfietti)

Beh, ormai carnevale è bello e che finito, ma purtroppo causa lavoro lavoro lavoro, interrotto per giunta da una specie di influenza-indigestione (sigh!), sono in ritardissimo con tutto; oppure sono in largo anticipo sul prossimo anno :-).
Allora, l’impasto di queste frittelle è lo stesso per i bignè, per fare in modo che si gonfino in frittura, per poterle poi riempire, di .. crema pasticciera, panna, chantilly, o zabaione come in questo caso;
Sono venute bene, avevo timore che mi venissero male, perché a dire il vero non ho molta esperienza in fritture, friggo 2-3 volte l’anno, 1 volta per le frittelle, un’altra per gli arancini, e in estate quando ho i fiori di zucca dell’orto della mamma.
Insomma sono state spazzolate in un batter d’occhio, e ad essere sinceri non erano poi così tanto lontane dalle cugine famose di Tonolo a Venezia (ma loro son più di 100 anni che le fanno!);
mangiate sia giovedì grasso che domenica, visto che passavo di qua, alla faccia dell’indigestione!

fuori
..e dentro


Ingredienti bigné:
acqua 25oml
uova 3
burro 80g
farina 150g
sale un pizzico
olio di arachidi per friggere
zucchero 20 gr
zucchero semolato q.b.

Ingredienti zabaione:
4 tuorli
100 gr di zucchero
1/2 bicchiere di marsala secco
a piacere, panna montata o mascarpone

Preparazione bigné:
Portare ad ebollizione l’acqua con il sale, e il burro, quando quest’ultimo si sarà sciolto, togliere dal fuoco, ed incorporare tutta in una volta la farina, mescolando energeticamente, poi rimettere sul fuoco per alcuni minuti, finché la pasta non si staccherà dalle pareti, asciugandosi.
Lasciar intiepidire un poco, e poi unire mescolando ben bene, le uova uno alla volta.
Traferire il composto nella sac à poche, oppure usare due cucchiai, e fare tanti macchietti su un foglio di carta da forno; scaldare abbondante olio (le frittelle dovranno galleggiarvi), e quando sarà arrivato a temperatura, friggeteci i bigné, pochi per volta perché si gonfieranno in cottura.
Toglierli dall’olio con una schiumarola, e adagiarli sulla carta assorbente, poi subito dopo farli passare velocemente ma con delicatezza nello zucchero semolato (quello al velo si appiccicherebbe troppo)

Lasciarli raffreddare e nel frattempo preparare lo zabaione, sbattendo i tuorli con lo zucchero a bagnomaria (io lo faccio direttamente sul fuoco, con una casseruola dal fondo spesso, fuoco basso, ma solo se ho più di tre tuorli) finché il composto diventerà chiaro e spumoso, quindi aggiungere a filo il marsala, continuando a sbattere (c’è chi lo aggiunge caldo caldo, non ho mai provato ma i risultato dovrebbe essere lo stesso) finché non si gonfierà bene.
Lasciar raffreddare, e poi incorporare a piacere 150 ml di panna montata o qualche cucchiaio di mascarpone.

Riempire la sac a poche (punta fina fina) con lo zabaione e farcire le frittelle.
Mangiare!

vetrina di Tonolo

il ponticiello prima di Tonolo

Pane al burro


In realtà il nome della ricetta sarebbe “Focaccia Aromatica” (ricetta originale delle sorelle Simili), io l’ho presa qui, prevederebbe l’uso del rosmarino, o altre erbe aromatiche, ma io uso semini di papavero, zucca, sesamo, etc..;
E’un pane molto profumato, di burro e di olio, si presta bene per fare crostini come antipasto, o per accompagnare la Tartare di carne (come ho fatto io); inoltre è di veloce realizzazione, 30 + 20 min di lievitazione, e 25 min in forno.

Ingredienti:
500 gr di farina “00”,
50 g di burro (non riesco mai a trovare lo strutto buono),
70 gr di olio evo,
250 gr di acqua,
25 gr di lievito di birra,
10 gr di sale,
quello che volete per guarnire (rosmarino, peperoncino, erba cipollina, semini vari..),
olio evo per spennellare.

Sciogliere il lievito nell’acqua, aggiungere alla farina e impastare con il resto degli ingredienti.
Far riposare al caldo, coperto con u telo, per 30 minuti;
poi stendere l’impasto (senza lavorarlo) con uno spessore di mezzo cm su un foglio di carta forno e usando una rotella dentellata tagliare l’impasto in striscioline larghe 2 cm e spennellare con olio evo, spolverizare di semini, o rosmarino, etc…
Lasciar lievitare 20 minuti e infornare in forno preriscaldato a 180 gradi per 25-30 minuti (la ricetta originale prevede 15-20 min, ma a me non si è mai cotto in quel tempo, per regolarsi basta togliere il pane dal forno quando la superficie incomincia a dorarsi).
Non serve usare la placca da forno, è meglio mttere l’impasto, steso sulla carta oleata, direttamente sulla gratella.
Una volta cotta basta piegare lievemente la focaccia in corrispondenza dei tagli per staccare i singoli bastoncini.

I Baci

Probabilmente questi cioccolatini non arriveranno a San Valentino, ma pazienza, toccherà rifarli 🙂
I complimenti per questa ricetta vanno ad AB+ , visto che la ricetta l’ho presa da Note di Cioccolato.
Rispetto alla ricetta di AB+ devo dire che preferisco non tritare troppo finemente le nocciole (si vede) perché mi piace sentirle bene, e che non ho usato tutto cioccolato la latte per il ripieno, ma ho fatto metà latte e metà fondente.
Questi Baci sono molto buoni, faci da realizzare, ci vuole solo un po’ di pazienza per preparare le praline e fare la copertura, ma è un piacevolissimo “lavoro” da fare la domenica pomeriggio.

Ingredienti (per 40 baci circa):
Cioccolato al latte 100gr
Cioccolato Fondente 300gr
Nocciole tostate 200gr
Zucchero a Velo 130gr
Panna fresca 4 cucchiai

Procedimento:
Tritare 150gr di nocciole con lo zucchero, poi aggiungere la panna, e il cioccolato al latte più 100gr di cioccolato fondente fusi a bagno maria. Mescolare il tutto e mettere in frigo per 20 min (altrimenti è troppo appiccicoso e si appiccica tutto alle mani)
Estrarre dal frigo l’impasto, e fare tante palline prelevando l’impasto con un cucchiaino; appoggiare una nocciola su ogni pallina, con una leggera pressione.
Disporre le praline su una placca rivestita di carta da forno e lasciarle solidificare in frigo per 30 min.
Nel frattempo preparare il cioccolato fondente, fuso a bagno maria e temprato, ed immergervi le praline aiutandosi con una forchettina, per poi lasciarle asciugare su una gratella (ho provato a lasciarle sulla carta da forno, ma il cioccolato non “cola” con il risultato di avere la base della pralina più larga del resto).

Carciofi Ripieni

Purtroppo non c’è stato nessun post nuovo dalla settimana scorsa, perché per un po’ di giorni sono stata bloccata dal mal di schiena (ahi, la sciatica!), poi mi son presa un raffreddore tremendo, sabato e domenica il mio giardino urlava vendetta, o mi decidevo a tagliare, potare, pulire, oppure sarebbe diventato inesorabilmente una selva oscura;
poi domenica sera ho mangiato male quindi non ho chiuso occhio tutta la notte (non ho cucinato io 🙂 ) ..e alle sei dovevo essere in piedi! insomma sono una lagna moribonda!
Beh, ieri sera stavo finalmente bene, così ho comprato queste qui:

Ingredienti: 4 carciofi “mamme romane”, prezzemolo, aglio, pangrattato, pecorino grattugiato, sale, olio extra vergine d’oliva.

Preparazione: preparare il ripieno, tritare abbondante prezzemolo, aglio, aggiungere i pecorino, l’olio, e addensare con il pangrattato, fno ad ottenere una pappetta non troppo liquida; salare.
Pulire i carciofi, tagliare i gambi in modo che la testa riesca a stare bene in piedi, togliere le foglie più esterne e le punte, non buttarle, – a parte che mi sembra uno
speco buttare via tutta sta roba, ma poi secondo me sono molto saporite le foglie dure, quindi perché non usarle? – ma usarle per fare un “brodo” di carciofo che utilizzerete per bagnare in cottura.
Spellare i gambi, e tagliarli a tocchetti; prendere le teste, aprire con delicatezza il cuore, e con un cucchiaino riempire con il composto;
nel frattempo avrete fatto colorare leggermente due spicchi di aglio sulla pentola con un po’ d’olio, quindi disporre le teste, facendole stare in piedi e mettendo i gambi sul fondo (vedi foto grande),
aggiungere il brodo di carciofo fino ad arrivare quasi al bordo della mamma, e far cuocere a fuoco basso prima con il coperchio per 40 minuti, poi altri 15 min per far evaporare e restringere l’acqua.
Preferisco questa cottura lunga, a fuoco lento e con tanto liquido perché il carciofo diventa più morbido.
Ecco il risultato: